Chiare, fresche e amare: sono le acque toniche.

Chiare, fresche e amare: sono le acque toniche. Abbiamo selezionato alcune delle migliori espressioni di tonic water, la regina delle bibite analcoliche estive e della mixology.

Le origini dell’acqua tonica e del Gin&Tonic
Le differenze non riguardano solo il sapore: anche la provenienza delle materie prime, la trasformazione degli ingredienti, la tecnica di lavorazione, lo stile. Oggi beviamo l’acqua tonica perché ci piace e ci disseta, come alternativa briosa all’acqua minerale, con la nota citrica e il gusto amaricante che danno un senso di freschezza. Ma l’origine è un’altra: nasce nel ‘700 a scopo medicinale contro i rischi di malaria nelle colonie dell’India e dell’Africa, dove l’acqua veniva sanificata con elevate dosi di chinino, estratto dalla corteccia della china, chiamata volgarmente anche “albero della febbre”. La bevanda era così amara che per arrotondarne il gusto veniva aggiustata con sostanze aromatizzate; le truppe britanniche di stanza in India aggiungevano il gin, distillato prodotto in grande quantità in Inghilterra a partire dalla fine del XVII secolo. Così è nato l’internazionale Gin&Tonic, patrimonio dell’umanità che ama il bere miscelato.

L’acqua tonica (industriale) oggi
Oggi l’acqua tonica è un prodotto prevalentemente industriale dove all’acqua vengono aggiunti anidride carbonica, zucchero, aromi, chinino, di sintesi e in dosi inferiori, che dà alla bevanda il tipico gusto piacevolmente amarognolo, accompagnato dagli accenti agrumati dell’acido citrico, spesso con l’aiuto di conservanti. Prodotti basic, popolari nel gusto e nel prezzo, che monopolizzano il mercato: dal piccolo bar di periferia alla grande distribuzione, al locale di tendenza. Ma l’attenzione verso la naturalità e la ricerca dei prodotti gourmet non ha risparmiato le soft drinks.

Le diverse famiglie di tonic water
Per fare ordine nella liquida giungla di acque toniche possiamo dividerle in famiglie. Ci sono le Indian, le tonic water classiche, austere, cristalline all’occhio, gusto secco e amaro, con la zampa citrica come unico filo conduttore, perfette per il Gin&Tonic, ma anche a misura di chi ama bibite dry bitter, senza orpelli e ammorbidenti aromatici. Ci sono le Botanical, tonic water spesso colorite e torbide, morbide e talvolta un po’ ruffiane al palato, aromatizzate con sostanze vegetali. A queste due famiglie se ne potrebbe aggiungere una terza, quella delle toniche di nuova generazione, fortemente aromatiche, più bevande da sorseggiare assolute piuttosto che da miscelazione, dove la quantità, l’intensità e perfino la colorazione di frutta, spezie, fiori, radici, erbe officinali e spontanee sono tali da portare le tonic water fuori dalla categoria e farle entrare in quella allargata delle bevande analcoliche. Alcune suggestioni che ci vengono da noti brand: fiori di sambuco, ginger e cardamomo, fiori d’arancio e lavanda, pepe rosa e hibiscus, dente di leone e bardana, bacche di ginepro e fiori di lime e di gelsomino, mela e rabarbaro, lampone e fragola, corteccia di angostura insieme a cardamomo, pepe e zenzero… Per non citare le altre soft drinks come la ginger ale, la ginger beer e le varie declinazioni della cola.

Come deve essere una buona acqua tonica?
Ne parla Cinzia Ferro, pluricampionessa di competizioni nazionali ed internazionali, nel panel d’assaggio della nostra degustazione.“Cominciamo dalla classica tipo Indian: trasparente e incolore con eventuali riflessi bluastri dati dal chinino, bella bolla decisa, senza percezioni olfattive particolari, solo le noti citriche, l’accento amaro del chinino, ma non eccessivo e solitario, e una acidità non troppo spinta; si potrà avvertire un sentore minerale e appena sapido, che se non esagerato arrotonda il sapore della bevanda ed esalta le altre sensazioni. Completano il sorso una chiusura precisa e pulita e una buona persistenza. Le caratteristiche delle Botanicals dipendono dagli ingredienti impiegati e dalla nota scelta dall’azienda produttrice per caratterizzarla. Potrebbero essere un po’ torbide e colorate, nelle pallide tonalità gialle e grigie. Bolla vivace e persistente, sempre. Per rimanere nella classe delle tonic water, dovranno essere centrate sui timbri citrici e amari del chinino, simili alle Indian, in più con le tinte e il retrogusto dell’aroma caratterizzante – fiori, erbe, spezie, frutta, radici– ma delicati e mai invadenti, con precisione e pulizia a fine bocca”. In entrambe le famiglie troveremo acque toniche dall’impiego obbligato, o bevanda o cocktail, Gin&Tonic sì oppure no, ma anche prodotti passepartout, dei jolly da giocare in ogni tipo di partita: da sorseggiare assoluta, tutt’al più con ghiaccio e una fettina di limone o lime, oppure come base di drink classici e di ricerca.Un avvertimento, il solito: leggete l’etichetta e scegliete prodotti senza conservanti, ne guadagna il gusto e la salute.


(tratto da Gamberorosso)

La nostra Selezione:


SS0049 CHERRY BLOSSOM TONIC THOMAS HENRY 20 CL.X24 VP – SU PRENOTAZIONE
SS0051 EDELFLOWER TONIC THOMAS HENRY 20 CL.X24 VP - SU PRENOTAZIONE
SS0031 FEVER TREE 1/5 X24 VP LEMON TONIC
SS0025 FEVER TREE TONICA 1/5 X24 VP INDIAN
SS0030 FEVER TREE TONICA 1/5 X24 VP MEDITERRANEAN
SS0010 SCHWEPPES TONICA 1/5 VP X24
SS0043 SLIM TONIC THOMAS HENRY 20 CL.X24 VP - SU PRENOTAZIONE
SS0047 TONIC WATER THOMAS HENRY 20 CL.X24 VP - SU PRENOTAZIONE
SG0016 TONICA 1/5 1724 X 24 - SU PRENOTAZIONE
SG0012 TONICA 1/5 LURISIA X 24
SB0048 TONICA BALADIN CL.20 X24 VP FIENO

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